La gestione dello stress ossidativo

In perfetta sintonia con l’obiettivo primario dell’Osservatorio Internazionale dello Stress Ossidativo, è finalmente possibile, oggi, iniziare a trasferire nella pratica clinica e, più in generale, in tutti i campi delle scienze applicate, dalla medicina alla veterinaria, dalla botanica all’ecologia, l’enorme potenziale dei risultati di studi (oltre 120,000) che la ricerca biochimica di base ha accumulato nel corso degli ultimi 50 anni sul ruolo dei radicali liberi e degli antiossidanti. In questo percorso,  costellato, come tutti i percorsi della scienza, da errori e incomprensioni, ma anche coronato da singolari successi – come, ad esempio, l’attribuzione del premio Nobel per la scoperta delle proprietà biologiche del radicale libero “ossido d’azoto” (NO) – si sta finalmente affermando la tendenza a “sfruttare” la ricerca di base per elaborare strategie innovative in grado di migliorare la qualità e/o la durata della vita dell’Uomo. Nelle pagine che seguono un modello di gestione dello stress ossidativo nella pratica clinica basato sull’esecuzione iniziale di soli 2 test.

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La gestione dello stress ossidativo
Un possibile modello per la pratica clinica
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